vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Caselette appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

CASELETTE a 404 m. di altezza, è un ridente paese scaglionato sul pendio del Monte Musiné (m. 1150) a dominio di una splendida conca di prati irrigui e di colline boscose, sullo sfondo delle Alpi Graie e Cozie.
Notevoli, per l'importanza e la posizione dominante in vista della pianura torinese, i due castelli millenari.Il primo, che sovrasta il vecchio borgo - già dei Conti Cays di Giletta e Caselette - ora sede di un "Centro Salesiano di Spiritualità". Il secondo, in località Camerletto, le cui vicende si attestano all'età alto medievale (prima del X sec.).
Di nota i due laghi: Superiore (quasi interrato) e Inferiore, pescoso e in parte ricoperto da giunchi e ninfee; i massi erratici e gli spuntoni rocciosi che costeggiano il territorio e le pendici della montagna, costituiscono una interessante attrattiva per gli studiosi della geologia alpina. Infine il Monte Musiné (m.1150) con le sue leggende, i suoi monumenti situati sulla sommità (Croce monumentale), lungo i suoi fianchi a m. 539 (Santuario di Sant'Abaco) e la zona archeologica della Villa Romana _ (I-II d.C.r), richiamano dalla vicina città e dalla sua cintura, soprattutto nelle tiepide giornate d'inverno, frotte di visitatori.
L'amenità del paesaggio, il clima salubre e mite, le comode strade di accesso oltre alla varietà di escursioni e di passeggiate, degli impianti sportivi, del tempo libero e dell'accoglienza, fanno di Caselette un luogo ideale per un soggiorno, un'escursione o anche per una riposante villeggiatura.
A chi vi giunge da Torino (per Alpignano, statale 24) o dalla Valle di Susa, Caselette appare col suo centro storico raccolto su un rialzo morenico ai piedi del Musiné, disteso in posizione soleggiata tra la campagna alluvionale sulla sinistra della Dora Riparia e il boscoso versante sud-est montagna.

Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1837) Goffredo Casalis così descrive il comune:
"CASELETTE (Caselettæ, Casellæ ad Duriam ripariam), com. nel mand. di Pianezza, prov. dioc. div. di Torino. Dipende dal senato di Piem., intend. gen. prefett. ipot. di Torino, insin. e posta di Rivoli. Sorge alla manca sponda della Dora riparia, sulla parte meridionale di un aprico rialto, il quale distaccasi dall'orientale estremità dell'alpe arsa Mussuniana, detta Musinè. E' discosto sette miglia circa, a ponente, da Torino.
Su quel rialto, che domina il villaggio, s'innalza un ampio castello, che di presente appartiene al conte Cays di Giletta. Una torre ed alcuni muri di straordinaria dimensione, che nel riedificarsi di quella rocca vennero conservati, appalesano che negli antichi tempi Caselette fu sito militare di non poco momento. Alla distanza di mezzo miglio e ad ostro dall'abitato passa la Dora, le cui acque vi servono ad inaffiare i beni che si trovano al piano.
Il territorio è ricco di vigneti, che forniscono in copia vini spiritosi: è assai ferace di fromento, granturco e segale: abbonda eziandio di boschi atti a provvedere molto legname da costruzione e soprattutto da bruciare. Le sue strade sono comunali: una, da levante, conduce a Torino; un'altra, da mezzodì, scorge al luogo di Almese; una terza, da tramontana, mette a Brione, accennando alla valle che dicesi della Torre. Torna per altro a grave danno degli abitanti, che le accennate vie si trovino in cattivo stato; perocché sono eglino costretti a fare il trasporto dei loro prodotti con sì gravi dispendi da esserne malamente compensate le loro continue fatiche.
Sul finire dell'autunnale stagione non vi manca il selvaggiume, e sul ridetto monte i cacciatori fanno buone prede di augelli ricercati, e particolarmente di pernici. Nell'estensione del territorio giacciono due laghi: sono vicini all'abitato: abbondano di saporose tinche e di altri pesci d'inferior qualità.
La parrocchiale è sotto l'invocazione di s. Giorgio. Il paroco vi ha il titolo di prevosto. I terrazzani sono robusti, affaticanti ed industriosi. Trovasi in questo territorio:
Silice resinite, d'un bianco sucido, a frattura concoide e lucente: della montagna detta il Musinè.
Sìlice idrofana, del colore e frattura simili alla precedente: trovasi mista ad essa a' piedi del Musinè.
Eufotide col diallaggio verde scuro, galleggiante, e la giada bigia (ivi).
Eufotide col diallaggio d'un bel verde chiaro, e la giada bigia (ivi).
Cenni storici. L'antico nome latino di questo villaggio era Casellæ. La desinenza in et o ette' di gallica origine, gli fu ne' bassi tempi aggiunta per distinguerlo dal non lontano Caselle di Stura. Termina questo luogo la parte australe della Valle di Susa, e segnonne perciò da tempi rimotissimi il confine; ma, non è gran pezza, fu compreso nella provincia di Torino.
Da' marchesi di Susa pervenne in retaggio ai conti di Savoja; ma, come dell'altro Caselle avvenne, l'imperatore Federico I il tolse ad Umberto III, e ne investì l'anno 1164 il marchese Guglielmo il Vecchio di Monferrato suo parente. Ritornato nel decimoquarto secolo a' primi suoi principi, fu da Amedeo VI concesso in feudo a Goffredo Bovetti consigliere di s. Sebastiano, che da Chieri traslocato erasi in Torino.
Amedeo VI avendo poscia ricuperato questa terra, diedela nel 1347 ai Vagnoni signori di Troffarello per la somma di quattromila fiorini d'oro.
Non istette per altro lungo tempo sotto il dominio de' Vagnoni; perocché nel 1352 lo acquistarono i Canali di Cumiana, e da essi per via di donne passò ai conti di Valperga. Lo cedettero questi ai Capponi di Torino, dai quali venne al presidente Fabrizio Avenati di Rivoli.
Ebbelo dappoi con titolo di contea Francesco Cauda, presidente della regia Camera de' conti al tempo di Carlo Emanuele II, da cui era tenuto in molta stima.
Per un singolare suo vezzo il conte Cauda amava essere chiamato il presidente di Caselette.
Negli ultimi tempi questo villaggio fu dato ai Cays, conti di Giletta, Val della Torre e Brione. Dei Canali conti di Cumiana, di Marsaglia, di Givoletto, del Villare e di Bruino, si farà cenno all'articolo relativo a Cumiana, antico loro feudo principale. La vetusta pinerolese famiglia Capponi, che venne a stabilirsi in Torino sin dal 1300 era signora di Fiano.
Di essa un Martino nel 1370 acquistò nel territorio di Bricherasco il castello e il feudo del Mollare, conservato da' suoi discendenti per più di un secolo. Un Battista pe' suoi militari servigii presso la corona di Francia fu fatto cavaliere di s. Michele nel tempo, in cui Bartolommeo della stessa prosapia venne da Carlo Emanuele II nominato generale delle poste, cavaliere de' ss. Maurizio e Lazzaro, e consignore della valle della Torre.
Moretto, esimio dottore di gius canonico nel 1310 fu dal comune di Pinerolo, per la conferma de' suoi privilegii, inviato al principe di Acaja: Guglielmo nel 1384 reggeva l'abazia del Villare di s. Costanzo. Il conte Francesco Cauda di Torino, sotto il duca predetto, acquistò, oltre Caselette, i feudi di Brione, val della Torre, Gravere, Meana ed Altoetto: Antonio figliuolo di lui ebbe pure l'alta carica di primo presidente della regia Camera sotto M. R. Giovanna Battista.
In marzo del 1630, per un artifizio del duca di Savoja, il Richelieu col poderoso esercito da lui guidato al soccorso di Casale, dovette girare per la strada di Caselette sin d'allora molto aspra e malagevole, e vi patì grandissimi disagii di fame e di freddo. Potè poi soffermarsi nel castello di questo luogo, d'onde mandò fare al Duca certe proposte, le quali non vennero che in parte e con molto accorgimento accettate.